L’intervento di counseling e/o coaching organizzativo è un processo che ha lo scopo di innalzare il livello di consapevolezza e responsabilità nell’organizzazione rispetto ai propri meccanismi.
Il mio compito iniziale, ma che prosegue durante tutto il periodo dell’intervento, è proprio quello di aiutare l’organizzazione stessa a diventare più consapevole dei meccanismi relazionali ed emotivi che vengono messi in atto, esattamente come farei con chi viene da me in un percorso personale. L’attenzione è posta soprattutto a quelle che sono le dinamiche fenomenologiche all’interno dell’azienda. (altro…)

Email ricevute a ogni minuto, anche dal compagno di scrivania; skype calls che fanno trillare i tablet; notifiche di whatsapp e social network. Il lavoro viene interrotto mediamente ogni sei minuti da messaggi provenienti da dispositivi elettronici che distolgono l’attenzione. L’illusione è di riuscire a portare avanti più attività contemporaneamente, ma il risultato, in realtà, è la generazione di una costante confusione in cui non possiamo che perderci. (altro…)

Capita spesso sul lavoro di ritrovarsi in situazioni di stallo, in cui la motivazione del team ha ceduto il passo alla stanchezza o addirittura alla noia: in questi casi, è importante chiedersi come recuperare l’energia perduta, e spesso una strategia basata sul rinforzo di premi o punizioni non si rivela vincente.

Una teoria utile e interessante da seguire in ambito business è il “goal setting”, ovvero la teoria degli obiettivi consapevoli, secondo cui i principali meccanismi di motivazione vengono stimolati dalla capacità di porsi degli obiettivi su cui basarsi per valutare le prestazioni. (altro…)

Quando mi hanno parlato per la prima volta della Gestalt, ancora non sapevo che avrei fatto il counselor, tantomeno cosa potesse significare per me fare il counselor. Quello però che ho percepito fin da subito analizzando i principi su cui si basa, è che la Gestalt era la filosofia che meglio si adattava al percorso personale e professionale che sentivo di voler intraprendere.

Preferisco definirla filosofia perché per me la Gestalt non è solo una teoria psicologica, ma una lente attraverso cui è possibile ottenere una visione d’insieme, un modo per approcciarsi al mondo e integrarsi in esso. (altro…)

Un’altra storia è possibile.

Credo sia questa frase che mi ha spinta a diventare counselor e coach: mi ha aiutata a dare profondità alla mia professione, anche se preferirei chiamarla vocazione.

Sono partita da una storia, quella che credevo fosse la mia, ma che percepivo non mi rispecchiasse fino in fondo: non ci stavo comoda, mi rendevo conto che la persona che ero a 36 anni non mi rappresentava a pieno, che c’erano delle parti di me ancora nascoste o che conoscevo solo parzialmente e che facevano fatica a palesarsi.

Questi anni di lavoro su me stessa (non posso fare a meno di credere che per arrivare alla scoperta di sé ci sia bisogno di un impegno costante e quotidiano, un vero e proprio lavoro), mi hanno insegnato quanto il dialogo costante con la mia parte più intima mi abbia dato la possibilità di entrare in contatto con un mondo emotivo e con sfumature della vita che prima non potevo nemmeno immaginare. (altro…)

Sempre di più, le grandi aziende si stanno impegnando ad adottare iniziative che rendano il luogo di lavoro accogliente, stimolante e piacevole per aumentare il benessere dei loro dipendenti, sia a livello fisico, magari aprendo centri benessere all’interno delle sedi o fornendo sconti per le palestre, sia a livello di relazioni, organizzando giornate in cui i lavoratori possono confrontarsi e conoscersi meglio tra loro anche in contesti creativi o differenti da quelli a cui sono abituati. (altro…)

Chi gestisce un contesto lavorativo ha anche l’obiettivo di costruire un ambiente in cui la motivazione dei dipendenti sia alta: per ottenere questo è fondamentale creare una realtà in cui ogni singolo individuo si senta parte di un meccanismo più grande, ma allo stesso tempo autonomo e responsabile nelle sue scelte, e soprattutto soddisfatto del suo lavoro.

Per rafforzare questi sentimenti esistono sistemi di gestione del personale che tendono a consolidare e valorizzare le capacità e le caratteristiche di ogni individuo, lavorando sulle situazioni di svantaggio per rendere il dipendente più forte e sicuro nelle sue possibilità di scelta e intervento. (altro…)

Il luogo di lavoro: l’ambiente in cui passiamo mediamente un terzo delle nostre giornate, fonte di soddisfazione e gratificazione ma, spesso, anche di stress.

Lo stress da lavoro può colpire in modi diversi a seconda delle condizioni lavorative, del rapporto con i capi e i colleghi, o dei ritmi che siamo tenuti a sostenere: ci sono alcuni paesi, come il Giappone, in cui la morte per lavoro eccessivo è diventato un vero e proprio fenomeno sociale in espansione, ma, anche senza arrivare a questi eccessi, il 54% della popolazione mondiale afferma che lo stress derivi principalmente dal lavoro. (altro…)